Lavoro, Assindatcolf: quello domestico coinvolge 11,6 milioni persone in Italia

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Quasi 60 milioni in Europa

Milano, 21 giu. (Adnkronos/Labitalia) - In Italia il settore domestico ha a che fare con la vita di 11,6 milioni di persone, oltre 5 milioni di famiglie tra quante quotidianamente si affidano alle cure di colf, badanti e baby sitter per conciliare tempi di vita e di lavoro ma non solo. Accanto ai datori di lavoro ci sono, infatti, anche tutti coloro che proprio grazie al lavoro di assistenza e di cura possono mantenere le proprie famiglie, i lavoratori. Un piccolo “esercito” di 2 milioni di addetti, di cui solo il 40% regolarmente assunto. È questa la fotografia scattata da Assindatcolf, Associazione Nazionale dei Datori di Lavoro Domestico che oggi, nell’Aula delle Opportunità al Festival del Lavoro a Milano, ha organizzato un dibattito sul tema intitolato: “ Il Libro Bianco europeo del lavoro domestico: un settore non delocalizzabile, poco robotizzabile”.         "

Un'occasione - ha spiegato il vicepresidente Assindatcolf, Andrea Zini, per accendere i riflettori su un settore poco considerato ma che nei numeri è già motore economico, pilastro sociale e vettore di inclusione delle popolazioni migranti".        

In Europa, ha aggiunto, "le stime ufficiali convengono che, se il settore fosse opportunamente supportato dagli 8 milioni di lavoratori domestici attualmente in regola, si potrebbe passare a 13 milioni. Complessivamente, tra datori di lavoro e personale addetto, il comparto potrebbe arrivare a coinvolgere oltre 26 milioni di famiglie e circa 59,8 milioni di individui, un numero che corrisponde all'11% della popolazione europea".

 

Di Berardino: “Dipendenti domestici devono avere professionalità''

Milano, 21 giu. (Adnkronos/Labitalia) - "Bambini, anziani e disabili, affidati sempre più spesso a lavoratori domestici assunti dalle famiglie, devono possedere professionalità specifiche e non essere lavoratori improvvisati. Dall'altra parte, quella della cura e dell'assistenza deve essere riconosciuta come una professionalità specifica e non come un lavoro di serie B". Lo ha detto Claudio Di Berardino, Assessore al Lavoro e Formazione della Regione Lazio.       

"Per questo motivo - ha continuato - oltre alla fitta rete di assistenza sociosanitaria tradizionale, la Regione Lazio investe in corsi per assistenti familiari e badanti, contribuendo attivamente a creare professionalità e posti di lavoro. I progetti attivi in diversi territori prevedono anche la facilitazione dell'incontro tra domanda e offerta di lavoro”.         

"Nel confrontarmi con l'assessore al Lavoro della Regione Lombardia - ha sottolineato Claudio Di Berardino - abbiamo concordato di avviare un dibattito anche con le altre regioni in seno alla commissione Formazione e Lavoro della Conferenza delle Regioni per condividere buone pratiche e nuovi percorsi sul lavoro domestico".