Lavoro: Cifa-Confsal, tracciata terza via contrattazione

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Un’analisi comparata

Milano, 21 giu. (Adnkronos/Labitalia) - Un'analisi comparata dei contratti Cifa e Confsal ha tracciato quella che può chiamarsi “la terza via della contrattazione”, sparigliando l'ormai datata divisione tra i CCNL confederali e CCNL autonomi, accusati questi ultimi, e spesso non a torto, di fare dumping. È la via della qualità che, mentre adotta gli stessi livelli retributivi dei contratti leader, sotto la cui soglia il contratto diventa pirata, introduce massicce dosi d'innovazione normativa e numerosi istituti migliorativi. È quanto emerso oggi nel corso della tavola rotonda, promossa dal fondo interprofessionale Fonarcom nell'Aula delle Opportunità del Festival del Lavoro, in corso a Milano.

Alla luce di una disamina scientifica condotta dall'Università di Verona e dal Centro Studi Incontra, i contratti Cifa si sono rivelati una vera sorpresa. Per Donata Gottardi (UniVerona),"Sono riscontrabili risultati significativi che consentono di avvalorare l'ipotesi di relazioni sindacali non riconducibili a sistemi semplicistici: tra i contratti tradizionali e i contratti pirata esiste un mondo in fermento e fortemente innovativo".

Gli esiti della ricerca non hanno lasciato indifferente il Presidente del Cnel, Tiziano Treu, che ha dichiarato: "In merito al contrasto al dumping contrattuale nel nostro Paese, appare condivisibile la proposta di creare un sistema di controllo e certificazione mediante cui individuare i contratti collettivi regolari, quelli, cioè, che rispettano determinati indicatori qualitativi e quantitativi, e quelli invece pirata. Ciò appare maggiormente condivisibile alla luce della recente circolare 7/2019 dell'Ispettorato Nazionale del Lavoro che ha chiarito l'importanza del controllo sostanziale e non di quello formale per ciascun CCNL. Il Cnel sta ipotizzando, d'accordo con l'Inps, una proposta per attivare un sistema simile".  

La tripartizione dei contratti collettivi        

(Adnkronos/Labitalia) - E proprio il presidente del Centro studi Incontra, Salvatore Vigorini, ha ricordato il cambio di posizione dell'INL, che con la circolare 7 consente i benefici economici, precedentemente negati, a chi applica i contratti non confederali a patto che i criteri retributivi siano pari o superiori.        

Il presidente dell'Associazione Lavoro&Welfare, Cesare Damiano, ha sottolineato come la contrattazione collettiva sia un istituto previsto dall'articolo 39 della Carta. "In questo senso - ha spiegato - è giusta la verificabilità degli indicatori qualitativi e quantitativi dei contratti ai fini della qualità degli stessi, anche commisurandola con quella dei contratti confederali. Usciamo da una visione manichea. Oggi c'è una tripartizione: ci sono i CCNL cosiddetti 'leader' dei confederali, ci sono i CCNL pirata e ci sono i CCNL che, nel rispetto dei criteri standard, puntano anch'essi alla qualità".